Cos’è un ETF? Spiegato semplice

In questo articolo scoprirai tutto quello che c’è da sapere sugli ETF: Excange Traded Founds: cosa sono, come funzionano, e perché sono vantaggiosi.

Cosa sono gli ETF

etf sul mercato finanziario

Gli ETF sono fondi di investimento a gestione passiva. Ecco: la definizione è tutta qui. Adesso andiamo a scomporla e analizzarla per capire meglio.

Cosa si intende per fondo di investimento?

Gli ETF sono fondi: questo significa che, acquistando un ETF, acquisterai un paniere di titoli diversificati.

I titoli che compongono l’ETF infatti possono riguardare la liquidità, i mercati azionari geografici, gli indici obbligazionari di aziende o nazioni, le materie prime (come oro, acqua o petrolio), i settori merceologici (come ad esempio le telecomunicazioni, l’agricoltura europea, il settore tessile e così via).

Investire in un fondo significa unire il proprio risparmio a quello di altri investitori. Con questo capitale fatto dal mix di risparmi, il gestore del fondo acquisterà i titoli che andranno a comporre il fondo in cui hai investito, e la cui performance darà vita al risultato dell’investimento.

Cosa significa “gestione passiva”

investimento etf

Gestione passiva significa che il rendimento del fondo non dipende dall’abilità del gestore come avviene per i fondi attivi, in cui il gestore può comprare e vendere titoli a sua discrezione per provare a creare rendimento, ma dalla quotazione di un indice di riferimento chiamato benchmark.

Gli ETF replicano fedelmente l’andamento (e quindi il rendimento) dell’indice di riferimento: questo li rende più sicuri dei tradizionali fondi comuni d’investimento, che invece cercano di generare performance superiori a quelle dell’indice di riferimento, richiedendo così spese di gestione elevate – e non sempre compensate dalla buona riuscita della performance, che a volte non riesce a superare quella dell’indice (statisticamente i fondi “passivi” sul lungo termine performano molto meglio dei fonti “gestiti” o “attivi”).

Il benchmark viene creato attraverso indicatori finanziari elaborati da terzi e può essere azionario, obbligazionario o di materie prime.

Ad esempio, in Italia, uno dei benchmark più utilizzati è l’indice azionario FTSE MIB: un ETF sul FTSE MIB, quindi, rispecchierà le variazioni di questo indice borsistico. Allo stesso modo, un ETF sul prezzo dell’oro avrà lo stesso risultato giornaliero della materia prima oro.

Il gestore, una volta creato l’ETF, si limiterà a verificare la coerenza del fondo con il benchmark di riferimento e a correggerne il valore in caso di scostamenti. E l’investitore saprà già dal momento dell’acquisto quali sono i prodotti che compongono il fondo in cui ha investito.

I vantaggi degli ETF

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Gli ETF hanno alcune caratteristiche che li rendono vantaggiosi:

  • la liquidità: gli ETF sono facili da vendere e comprare senza rischiare di vederli svalutati;
  • la trasparenza. Abbiamo visto che gli ETF replicano fedelmente un indice di riferimento: questo li rende semplici da “leggere” perché, basandoti sulle caratteristiche dell’indice, sarai costantemente a conoscenza della composizione, del valore, del profilo rischio rendimento;
  • la flessibilità: gli ETF non scadono, e quindi sono adatti sia se vuoi investire sul breve termine sia se hai un obiettivo a lungo termine. Il lotto minimo di negoziazione, poi, ammonta a una sola quota o azione: questo rende possibile investire anche per chi ha un capitale ridotto;
  • l’efficienza economica: la gestione passiva rende possibile l’abbattimento dei costi di gestione, che solitamente sono inferiori allo 0,5% del valore dell’ETF. Per un fondo attivo invece questi costi arrivano anche a superare il 2%;
  • la diversificazione. Come ti spiegavamo, gli ETF sono formati da un paniere di titoli: questo rende possibile investire in modo diversificato e quindi con un rischio minore senza dover acquistare tantissimi titoli;
  • la sicurezza. Il patrimonio degli ETF è per legge di proprietà dei possessori di quote o azioni, quindi è anche tuo. Questo significa che, anche se la società di gestione dovesse fallire, il tuo patrimonio ti verrebbe restituito.

Come scegliere i fondi ETF

scegliere etf

Per scegliere su quali fondi ETF vuoi investire, devi considerare una serie di fattori:

  • la liquidità del fondo, determinata dalla quantità di titoli gestiti;
  • l’affidabilità della società di gestione;
  • il Tracking Error, cioè la differenza tra la performance dell’ETF e quella dell’indice di riferimento: a volte ci può essere uno scostamento di alcuni punti percentuale tra i due;
  • il costo, che dipende dalla liquidità dell’indice di riferimento, dalla sua costruzione e dalle strategie del gestore;
  • la strategia di replica, ovvero il modo in cui il gestore va a replicare l’indice di riferimento. La replica può essere fisica o sintetica: replica fisica significa che il gestore andrà ad acquistare i titoli che compongono l’indice di riferimento; replica sintetica invece significa che il gestore non compra i titoli che compongono l’indice ma un campione di titoli che rappresenta l’indice, e fa ricorso ad un contratto derivato stipulato con una controparte per ricevere indietro il valore del benchmark.

Districarsi tra tutti questi fattori non è semplice: ecco perché, a meno che tu non sia un esperto, ti consigliamo di affidarti a un consulente finanziario o ad una società di robo-advisory.

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