Fattura Senza Partita IVA: Come fare la Ricevuta di Prestazione Occasionale

Sai che è possibile fare Fattura Senza Partita IVA? Si tratta di Ricevuta di Prestazione Occasionale! Scopri subito come funziona!
(Troverai anche un Fac-Simile di una Fattura senza Partita Iva).

Se hai un hobby, una passione o una capacità che vorresti iniziare a monetizzare, probabilmente ti sarai chiesto: “è possibile svolgere un’attività professionale senza aprire subito partita IVA?”.

Lo sappiamo: avere una partita IVA sembra complicatissimo e costoso (ma non lo è assolutamente, puoi affidarti ad un commercialista online come Fiscozen), quindi può darsi che tu non te la senta di avviarne una fin da subito.

Beh, lavorare senza partita IVA è possibile e legale: basta emettere una regolare fattura senza partita IVA, ovvero una ricevuta per prestazione occasionale.

Si tratta di una modalità conveniente in certi casi, ma che ha obblighi e requisiti ben precisi e che, soprattutto, non ti consente di lavorare in modo completo e professionale.

Ecco tutto ciò che c’è da sapere su come fare fattura senza partita IVA: continua a legegre per saperne di più!

Fattura senza partita IVA: in cosa consiste?

controllo fatture cartacee

La fattura senza partita IVA, o Ricevuta di prestazione occasionale, è un documento utilizzato per svolgere in maniera regolare una prestazione di lavoro autonomo occasionale, definito dal codice civile come un servizio lavorativo retribuito svolto senza vincoli di subordinazione o potere di coordinamento da parte del committente e in via del tutto occasionale e sporadica.

Le caratteristiche necessarie per svolgere questo tipo di lavoro quindi sono:

  • il lavoratore deve essere indipendente dal committente, senza che quest’ultimo definisca tempi e modalità di esecuzione;
  • il lavoratore non deve essere assunto all’interno dell’azienda del committente;
  • il lavoro non può essere continuativo.

Ad esempio, se hai la passione per la fotografia e un ristoratore ti chiede di scattare delle foto dei piatti e del locale per utilizzarle sul suo sito web, puoi emettere una ricevuta di prestazione occasionale per regolamentare il tuo servizio. Su questa fattura non andrai a pagare l’IVA, ma (in alcuni casi) una ritenuta d’acconto.

Cos’è la ritenuta d’acconto?

La ritenuta d’acconto è un acconto per il versamento dell’IRPEF.

Ammonta al 20% della tua fattura totale e viene versato per te dal sostituto d’imposta, cioè dal tuo committente qualora si tratti di un’azienda o un professionista. Queste tasse, quindi, non ti verranno addebitate in dichiarazione dei redditi ma verranno versate preventivamente dal tuo cliente.

Complicato? Un po’, per chi non è del settore. Facciamo un esempio.

Sei un grafico amatoriale e un’azienda locale ti chiede di preparargli una brochure. Per la brochure, decidi di farti pagare un compenso pari a 100€. Di questi 100€, il tuo committente verserà:

  • il 20% (quindi 20€) al fisco a nome tuo;
  • i restanti 80€ direttamente a te.

L’azienda non potrà darti una scadenza o obbligarti a lavorare in una certa sede, e tu non potrai collaborare di nuovo con essa fino al prossimo anno.

Come funziona?

ragazzo prepara fattura senza partita iva a computer

La ricevuta di prestazione occasionale può essere emessa a:

  • privati;
  • aziende e professionisti con partita IVA;
  • privati, aziende e professionisti con partita IVA all’estero.

In base a chi sarà il cliente della tua fattura senza partita IVA, cambierà il funzionamento della stessa.

Fattura senza partita IVA a privati

Se svolgi un attività lavorativa per un cliente privato italiano, dovrai emettere una fattura senza ritenuta d’acconto. Trattandosi di un privato e non di un’azienda, infatti, il tuo cliente non può agire come sostituto d’imposta e versare la ritenuta d’acconto al tuo posto: riceverai come pagamento l’importo lordo della fattura senza partita IVA, e dovrai pagare la tassazione prevista in dichiarazione dei redditi (te ne parlerò meglio nei prossimi paragrafi).

Quindi, ad esempio, se scatti delle foto a pagamento per un tuo amico, dovrai emettere una fattura per prestazione occasionale senza ritenuta d’acconto, indicando il solo totale lordo.

Fattura senza partita IVA a professionisti e aziende italiani

Se invece il tuo cliente è un’azienda o un professionista con partita IVA, dovrai emettere una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto.

In questo caso riceverai solo l’80% dell’importo, al netto della ritenuta d’acconto che il tuo committente sarà tenuto a versare al fisco entro due settimane.

A fine anno, in dichiarazione dei redditi, potrai risultare debitore o creditore nei confronti del fisco e, rispettivamente, dover pagare un’ulteriore quota (relativa ad esempio ai clienti privati) oppure riavere indietro parte (o la totalità) delle ritenute d’acconto che sono state pagate per te.

Fattura senza partita IVA a professionisti e aziende esteri

Per le prestazioni occasionali svolte verso clienti sia privati che professionisti con residenza o sede all’estero, le regole sono le stesse che valgono per la fattura senza partita IVA a privati: non agendo in Italia, i soggetti esteri non possono agire come sostituti d’imposta.

E le spese?

Nella fattura senza partita IVA puoi conteggiare anche il rimborso delle spese sostenute per eseguire il lavoro che ti è stato commissionato.

Il pagamento delle spese è ovviamente a carico del tuo cliente (prima ti conviene metterti d’accordo con lui!) e, se dimostrate con fatture e scontrini, non vengono tassate con la ritenuta d’acconto. Se invece si tratta di un rimborso a forfait, verranno tassate insieme al pagamento per la tua attività.

Un esempio: per scattare delle foto a pagamento in un negozio hai acquistato delle decorazioni apposite, hai tutti gli scontrini e il tuo committente accetta di rimborsarti le spese: puoi aggiungere le spese in ricevuta e allegare gli scontrini. Quindi, se il tuo compenso ammontava a 200€ e le spese per le decorazioni a 50€, la ritenuta d’acconto verrà calcolata solo sui 200€ lordi e ammonterà a 40€, e i 50€ di spese documentate non verranno tassati.

Mettiamo caso, invece, che tu sia andato a scattare delle foto in un ristorante distante 200km da te e che, d’accordo con il committente, tu voglia ottenere un rimborso spese per il carburante. Non sai di preciso quanto hai speso, quindi stabilisci un forfait di 50€ da aggiungere ai 200€ di compenso per il tuo lavoro: in questo caso, la ritenuta d’acconto verrà pagata sul totale di 250€ e ammonterà a 50€.

Quando è possibile emettere fattura senza partita IVA?

ragazza lavora con il suo laptop in ufficio

Ovviamente ci sono delle regole e dei requisiti da aspettare per poter lavorare emettendo questo tipo di fattura senza partita IVA: ecco quali.

Requisiti e obblighi

Per lavorare con fattura senza partita IVA, il lavoro che svolgi:

  • deve essere sporadico e occasionale;
  • non può superare i 30 giorni di lavoro continuativi;
  • puoi lavorare per un cliente al massimo una volta l’anno, quindi non puoi avere clienti fissi;
  • non deve essere relativa a un’attività già svolta in modo professionale (ad esempio, se sei un social media manager, non puoi emettere ricevuta di prestazione occasionale per un lavoro da social media manager);
  • non può venire pubblicizzato tramite nessun mezzo online e offline: quindi non puoi avere un biglietto da visita, una pagina Instagram e così via.

Che tipo di attività posso svolgere con la fattura senza partita IVA?

Tutte le attività lavorative possono essere svolte utilizzando la ricevuta di prestazione occasionale.

Anche se hai già partita IVA, puoi emettere una ricevuta di prestazione occasionale per un’attività professionale diversa dalla tua: ad esempio, se sei un commerciante e ti diletti nella scrittura, puoi effettuare una prestazione occasionale come copywriter.

L’uso della fattura senza partita IVA NON è consentito solo per:

  • le professioni che richiedono l’iscrizione a un albo professionale (architetto, fisioterapista, ingegnere, psicologo eccetera);
  • le attività commerciali e di e-commerce, incluso il dropshipping.

Fattura senza partita IVA: a chi conviene?

La prestazione occasionale conviene se:

  • non puoi o non vuoi dedicarti a un lavoro professionale a tempo pieno ma ti piacerebbe svolgerlo in maniera occasionale;
  • hai intenzione di aprire partita IVA ma vuoi prima provare a capire se quella professione è davvero adatta a te;
  • guadagni meno di 5000€ l’anno grazie a questa attività, quindi non sei obbligato a pagare i contributi INPS (ti spiegherò tutto sull’aspetto fiscale e contributivo nei prossimi paragrafi).

Come si compila una fattura senza partita IVA?

La fattura senza partita IVA per prestazione occasionale può essere facilmente compilata su un semplice foglio A4.

Sulla ricevuta dovrai indicare:

  • in alto, la dicitura “Ricevuta di prestazione occasionale”;
  • in alto a sinistra, tutti i tuoi dati: nome, cognome, domicilio e codice fiscale;
  • in alto a destra, i dati del committente: gli stessi che indichi per te se si tratta di un privato, mentre se è un professionista o un’azienda va indicata anche la partita IVA;
  • luogo, data e numero progressivo della ricevuta;
  • descrizione del lavoro svolto;
  • tutti gli importi:
    • il totale lordo;
    • l’eventuale rimborso spese;
    • l’eventuale importo della ritenuta d’acconto;
    • l’eventuale importo di contributi INPS, se guadagni più di 5000€ l’anno;
    • il totale netto da pagare;
  • in basso i riferimenti normativi, ovvero la dicitura “La prestazione oggetto della presente nota è stata effettuata in via occasionale, contingente ed episodica; il relativo compenso è da inquadrare tra i redditi di cui all’art. 67 comma 1, lettera L, del D.P.R. 917/86 e, pertanto, esclusa dal campo di applicazione dell’I.V.A.”;
  • a fine ricevuta, la firma.

Se l’importo della fattura è superiore ai 77,47€, è necessario applicare anche una marca da bollo da 2€ (che, volendo, puoi addebitare al committente).

La ricevuta va stampata in duplice copia: una per te e una per il committente.

Ti lascio due esempi di ricevuta: le parti in grassetto sono quelle da modificare in base alle tue esigenze, mentre la parte in corsivo, quella relativa al rimborso spese, va aggiunta solo se necessario.

Fac-Simile Ritenuta di Prestazione Occasionale per Aziende e Liberi Professionisti

modulo di ritenuta di prestazione occasionale per aziende e liberi professionisti

Fac-Simile Ritenuta di Prestazione Occasionale per Privati e Estero

fattura senza partita iva per privati e aziende o liberi professionisti esteri

Quando è il caso di aprire partita IVA?

Aprire partita IVA conviene se:

  • vuoi lavorare in modo stabile e duraturo;
  • hai dei clienti fissi;
  • la tua attività sta diventando abituale e stabile;
  • guadagni più di 5000€ l’anno dalla tua attività;
  • vuoi farti pubblicità;
  • vuoi collaborare a progetti lunghi.

Si tratta di un passo decisivo perché ti permette di fare sul serio con la tua attività: di promuoverti online (indispensabile al giorno d’oggi), di lavorare con più clienti e in modo ben coordinato, senza sottostare a rigidi requisiti come quelli imposti dal regime di lavoro autonomo occasionale.

L’apertura della partita IVA può sembrare un passo estremamente complicato, ma lo è molto meno di quello che sembra, soprattutto se ti affidi a un commercialista online come Fiscozen.

Dopo una consulenza gratuita, se decidi di abbonarti al servizio, i commercialisti di Fiscozen apriranno la partita IVA per te a costo zero e, una volta organizzata la parte burocratica, ti forniranno un software dove gestire le fatture, i pagamenti, le scadenze e tutto ciò che riguarda la tua attività. Il tutto a meno della metà del compenso medio di un commercialista, e con un’assistenza davvero ottima.

Non farti intimidire dai costi: l’apertura della partita IVA è gratuita e, con il regime forfettario, per i primi 5 anni pagherai una tassazione fiscale pari al 5% dell’imponibile (ti spiego tutto nell’articolo sui costi della partita IVA).

E soprattutto, potrai lavorare in modo completo e stabile, senza le limitazioni imposte dalle prestazioni occasionali.

Fattura senza partita IVA: inquadramento fiscale

Come funziona dal punto di vista fiscale la fattura senza partita IVA?

In dichiarazione dei redditi, dovrai inserire tutte le tue ricevute nella sezione “redditi diversi”. Dove è stata pagata ritenuta d’acconto dal committente, non dovrai pagare ulteriori tasse, mentre le prestazioni occasionali a privati o esteri verranno tassate in dichiarazione dei redditi.

Se i tuoi ricavi con prestazione occasionale hanno superato la soglia del 5000€, dovrai iscriverti alla gestione separata INPS e pagare i contributi pensionistici. I contributi dovranno essere versati per 1/3 da te e per 2/3 dai sostituti d’imposta, quindi le aziende e i professionisti con cui collabori, e dovrai calcolare questi importi direttamente nella ricevuta per prestazione occasionale, sottraendoli al lordo.

Ecco perché, come ti spiegavo prima, fare fattura senza partita IVA conviene solo con un guadagno inferiore ai 5000€ l’anno: oltre questa somma, le cose si complicano, le spese aumentano e diventa nettamente più conveniente aprire partita IVA con Fiscozen!

Se il lavoro occasionale è la tua unica fonte di reddito e i tuoi guadagni sono inferiori ai 4800€ l’anno, il fisco ti rimborserà in dichiarazione dei redditi le ritenute l’acconto che sono state pagate per le tue prestazioni occasionali.

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