Vuoi aprire un e-commerce e iniziare a vendere in dropshipping? Ti serve una Partita IVA Dropshipping: ecco come si apre e quanto costa.
Oggi moltissime persone lavorano (e guadagnano) aprendo un e-commerce, buona parte in modalità dropshipping.
Per guadagnare con il dropshipping però non si può improvvisare: oltre a fare un piano, trovare buoni accordi con i venditori e saper fare marketing, è necessario avere una partita IVA dropshipping.
Come si apre una partita IVA per il dropshipping (spoiler: con Fiscozen)? Quanto costa? Le tasse sono elevate? Risponderò a tutte le tue domande a riguardo nel mio articolo: continua a leggere per saperne di più!
Dropshipping ed e-commerce: cosa cambia?
Il dropshipping è una forma di commercio online simile all’e-commerce.
A differenza di quest’ultimo, però, non dovrai acquistare i prodotti e spedirli all’acquirente, ma andrai a rivendere i beni di un fornitore terzo promuovendoli sul tuo shop online o sui social, senza effettivamente acquistarli in anticipo e quindi senza diventarne mai proprietario.
Funziona così:
- il cliente effettua un ordine, pagandoti l’importo completo;
- inoltri l’ordine al fornitore, pagandogli il prezzo del prodotto all’ingrosso;
- il fornitore spedisce l’ordine al cliente finale a tuo nome.
Ciò che il venditore fa, quindi, è promuovere e sponsorizzare i prodotti, rivendendoli a un prezzo più elevato di quello all’ingrosso e applicando un margine di profitto (che può essere anche molto elevato).
I costi di attività sono minori rispetto a un e-commerce tradizionale perché non dovrai sostenere nessuna spesa di acquisto, di magazzino o per i prodotti invenduti.
Ovviamente, per funzionare, devi scegliere i prodotti giusti, fare una buona promozione e conquistare la fiducia dei tuoi clienti.
Ad oggi il dropshipping è uno dei migliori modi per guadagnare online.
Che partita IVA serve per il dropshipping?
La differenza tra dropshipping ed e-commerce è fondamentale perché cambia anche il codice ATECO.
Entrambe le attività, però, hanno in comune la necessità di essere inquadrate come ditta individuale: l’e-commerce perché è assimilato ai negozi tradizionali, il dropshipping perché il codice ATECO di riferimento riguarda le agenzie pubblicitarie, e tutte le agenzie, in quanto attività commerciali, devono essere aperte come ditta individuale.
Partita IVA Dropshipping codice ATECO
Come ti dicevo, i codici ATECO di riferimento sono diversi:
- l’e-commerce viene indicato con il codice 47.91.10, che sta per le attività di commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto (sia fisico che digitale, come i videocorsi, le app, gli ebook eccetera) effettuato via Internet;
- il dropshipping rientra tra le attività di conduzione di campagne pubblicitarie, con il codice 73.11.02. Tra le attività che rientrano in questa categoria, infatti, figura anche la promozione dei prodotti [1].
Come aprire una partita IVA per il dropshipping?

L’apertura di una partita IVA dropshipping come ditta individuale avviene attraverso il modello ComUnica: un modulo unico con cui puoi aprire partita IVA e iscriverti sia alla Camera di Commercio che alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS.
Oltre a questo, bisogna consegnare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune dove c’è la sede dell’attività.
Ovviamente, se non si è esperti, può risultare complicato compilare la modulistica e individuare i vari uffici a cui consegnarla: per questo ti consiglio di rivolgerti a un professionista che si occupi della parte burocratica per te.
In particolare, ti consiglio Fiscozen: non solo il tuo consulente aprirà la tua partita IVA dropshipping per te ma, con l’abbonamento annuale, avrai a disposizione una piattaforma completamente online in cui creare e conservare le fatture (anche elettroniche), tenere sotto controllo i guadagni, avere una previsione dei prossimi adempimenti e ricevere gli F24 già compilati per il pagamento di tasse, imposte e contributi e la dichiarazione dei redditi annuale.
Quanto costa aprire una partita IVA dropshipping?
A differenza della partita IVA per liberi professionisti, quella per le ditte individuali prevede il pagamento dell’iscrizione alla Camera di Commercio (sia l’iscrizione iniziale che la quota annuale) e alcune marche da bollo da 16€.
Se scegli Fiscozen, l’apertura di una ditta individuale ti costerà in totale 200€ + IVA, incluse marche da bollo e iscrizione alla Camera di Commercio. Il tuo consulente si occuperà di tutto l’iter burocratico per te, risparmiandoti tempo e fatica.
Regimi fiscali: quante tasse si pagano con il dropshipping?
La partita IVA dropshipping può essere aperta sia in regime forfettario che ordinario. In base al regime, cambiano le tasse da versare.
Regime forfettario
Il regime forfettario è un regime agevolato rivolto alle attività professionali che fatturano meno di 65.000€ l’anno (a cui è possibile aggiungere un salario da dipendente o una pensione fino a 30.000€ e spese per i propri dipendenti fino a 20.000€ l’anno).
Prevede il pagamento di due adempimenti, da effettuare in due rate annuali:
- i contributi INPS (di cui ti parlerò in modo più approfondito nei prossimi paragrafi);
- un’imposta sostitutiva pari al 15% dell’imponibile, che però scende al 5% per i primi 5 anni di attività con i requisiti di una start-up.
L’imponibile viene calcolato in base al coefficiente di redditività dell’attività, determinato dal codice ATECO. Per i codici ATECO che iniziano per 73, cioè quelli relativi all’ambito pubblicitario, il coefficiente è del 78%: il che significa che pagherai tasse e contributi solo sul 78% dei tuoi ricavi annui, mentre il restante 22% è una somma forfettaria che andrà a coprire le spese sostenute per la tua attività.
A queste spese annuali si aggiungono le marche da bollo da 2€, obbligatorie per ogni fattura di importo superiore a 77,47€.
Facciamo un esempio.
Hai fatturato 30.000€. Secondo il tuo coefficiente di redditività, dovrai pagare le tasse solo sul 78% di questo importo, quindi su 23.400€. L’imposta sostitutiva da pagare sarà:
- se hai aperto la tua attività da meno di 5 anni, del 5%: ammonterà quindi a 1.170€;
- se hai aperto da più di 5 anni o non hai i requisiti di una start up, sarà del 15% e quindi ammonterà a 3.510€.
Regime ordinario
Il regime ordinario, oltre ai vari obblighi, prevede:
- il pagamento dell’IVA del 22% su ogni fattura;
- l’IRPEF scaglionato, pari a:
- il 23% su redditi fino a 15.000€;
- il 25% sui redditi compresi tra 15.000€ e 28.000€;
- il 35% sui redditi tra 28.000€ e 50.000€;
- il 43% sui redditi superiori a 50.000€.
- il pagamento dei contributi INPS (che ti spiegherò nel dettaglio nel prossimo paragrafo).
IRPEF e contributi vengono pagati sul reddito al netto delle spese documentate sostenute per l’attività, che possono essere scaricate.
Quindi, mettiamo caso che tu abbia guadagnato 30.000€.
Prima di tutto potrai scaricare le spese che hai sostenuto: diciamo che, ad esempio, siano pari a 6.600€: il tuo imponibile ammonterà a 23.400€. L’IRPEF verrà così strutturato:
- il 23% sui primi 15.000€, quindi 3.450€;
- il 25% per la parte di reddito tra 15.000€ e i tuoi 23.400€, ovvero su 8.400€, pari a 2.100€.
In totale, quindi, pagherai 3.450€ + 2.100€ = 5.550€ di tasse annuali.
Contributi da versare per partita IVA dropshipping
Con la partita IVA dropshipping bisogna iscriversi alla gestione previdenziale artigiani e commercianti INPS. Questa gestione prevede il versamento annuale di una quota fissa pari a 3.983€, da pagare in 4 rate trimestrali, più di una quota variabile in caso di superamento del minimale contributivo.
Il minimale contributivo è di 16.243€: superata questa soglia, dovrai pagare il 24,48% di contributi sul guadagno in più, sempre calcolato sull’imponibile.
Facciamo un esempio: hai guadagnato 30.000€. Su questa cifra dovrai pagare:
- 3.983€ di contributi fissi;
- contibuti variabili del 24,48% sull’imponibile meno il minimale contibutivo, quindi il 78% di 30.000€, ovvero 23.400€ – 16.243€ = 7,157€ x 24,48% = 1.752€.
In totale, quindi, pagherai contibuti per 3.983€ + 1752€ = 5.735€.
Se però hai aderito al regime forfettario, puoi richiedere una riduzione del 35% sia sui contributi fissi che su quelli variabili. Le somme quindi cambiano, e invece di 5.735€ pagherai 3.728€ di contributi INPS.
Devo calcolare tutto io?
Ovviamente no: sarebbe un’impresa per chiunque non sia un commercialista (anche perché sono previste rate, anticipi, acconti…). Io mi affido a Fiscozen, con l’abbonamento annuale di cui ti parlavo prima: nella piattaforma posso gestire le fatture, ma soprattutto ricevo puntualissimi gli F24 già compilati da pagare, la dichiarazione dei redditi e gli avvisi per tutte le scadenze.
Oltre a essere funzionale e comodissimo (perché gestisco tutto online), Fiscozen è anche conveniente: l’abbonamento annuale forfettario costa 299€ + IVA, quello per il regime ordinario 799€ + IVA (deducibili al 100%). Pensa che, per un forfettario, un commercialista tradizionale mi aveva chiesto quasi lo stesso importo che Fiscozen prevede per il regime ordinario…
Partita IVA dropshipping costi: riepilogo annuale
Quindi, quanto costa mantenere una partita IVA dropshipping per un anno? Beh, dipende sempre da quanto guadagni! Tolta la spesa fissa di Fiscozen, gli importi variano sempre in base al reddito imponibile.
Torniamo agli esempi precedenti.
Un forfettario che ha fatturato 30.000€ ha un imponibile di 23.400€ dovrà pagare:
- 3.510€ di sostituto d’imposta (un terzo se ha appena aperto la sua partita IVA dropshipping);
- 3.728€ di contributi INPS.
Per un totale di 7.238€ l’anno, a cui si sommano i 299€ + IVA di Fiscozen.
Una partita IVA dropshipping in regime ordinario che ha fatturato 30.000€ e ne ha spesi 6.600€, e quindi ha lo stesso imponibile di 23.400€, dovrà pagare:
- 5.550€ di IRPEF;
- 5.735€ di contributi INPS.
Per un totale di 11.285€: un bel po’ di più, rispetto a un forfettario con lo stesso imponibile! In questo caso, i 799€ + IVA di Fiscozen fanno parte delle spese deducibili.
Trovi tutte le informazioni di cui hai bisogno sui costi di una partita IVA in questo articolo.
In ogni caso, se hai dubbi, i consulenti Fiscozen sapranno aiutarti a chiarire e a capire quale regime fiscale fa per la tua partita IVA dropshipping. Compila questo form e fatti aiutare da loro: la prima chiamata di consulenza è gratuita e senza impegno!
Dropshipping senza partita IVA: si può fare?
No.
L’unico modo per lavorare senza partita IVA è emettere delle ricevute di prestazione occasionale, per lavori che abbiano le caratteristiche di essere non continuativi e sporadici.
La legge, però, prevede che queste ricevute non possano essere emesse dalle attività commerciali (di cui fanno parte anche agenzie ed e-commerce), e che il lavoro svolto in maniera occasionale non possa essere pubblicizzato in nessun modo né online né offline.
Quindi, dato che il dropshipping è essenzialmente un’attività di promozione e pubblicizzazione, è escluso dalle professioni che è possibile esercitare con prestazione occasionale: per fare dropshipping è obbligatorio aprire partita IVA.